La Cantina di Ruvo di Puglia in una tesi

Lo studio è quello di Antonio Visicchio, alla sua terza laurea, conseguita in Management giovedì scorso ​nell'Universitas Mercatorum, l'Ateneo fondato dall'Unione delle Camere di Commercio italiane​

ATTUALITÀ 
Ruvo di Puglia sabato 30 settembre 2017
 
di Elena Albanese

Giovedì scorso, a Roma, nell'Universitas Mercatorum, l'Ateneo fondato dall'Unione delle Camere di Commercio italiane, si sono tenute le discussioni delle tesi di laurea magistrale in Management.

Fra i lavori presentati, ha ricevuto notevole apprezzamento quello di Antonio Visicchio, alla sua terza laurea. Relatori sono stati il rettore, il professor Giovanni Cannata, e la professoressa Aurora Cavallo.

Nel suo studio, dal titolo “Vineconomy: Tendenze strutturali e scenari competitivi nel mercato globale”, Visicchio ha parlato di una vera e propria "guerra del vino" tra gli storici produttori stanziati nell'Europa mediterranea e i quelli emergenti rappresentati da Cile, Stati Uniti d’America, Sud Afica e Cina.

Nel quinto e ultimo capitolo, un ampio paragrafo è dedicato a un focus sul caso della Cantina di Ruvo di Puglia, nata come cooperativa nel 1960 e consolidata realtà produttiva in Terra di Bari, che ha saputo con proficua lungimiranza imbastire una piattaforma export con una struttura di Macao, la quale fungerà da warehouse e brand office, avendo più magazzini dislocati nelle principali aree metropolitane cinesi, Guangzhou e Shanghai in primis. Inoltre, grazie alla spiccata intraprendenza della nuova gestione presieduta da Sebastiano Marinelli e all'esperienza di Riccardo Ravasio, già direttore vendite del Gruppo italiano vini (la più grande azienda vitivinicola italiana), ha iniziato a monitorare i potenziali importatori, in virtù della conoscenza del nuovo mercato, al fine di cogliere tutte le opportunità possibili che il colosso asiatico offre.

«Ho scelto questa realtà di Ruvo perché lì c’è la mia famiglia e lì ho trascorso tutta la mia infanzia e la mia adolescenza», ha spiegato Visicchio, che ormai vive a Roma da 15 anni, raggiunto telefonicamente da RuvoLive.it.

Alla tesi è stato attribuito il punteggio di 110 e lode per l'innovativa lettura in chiave economica e per il contributo fornito nell'approfondire le modalità di intervento pubblico in un settore in forte crescita come quello vitivinicolo. La discussione del candidato si è conclusa con la frase del fondatore di Slow food, Carlo Petrini: «Oggi a zappare ci vanno, ci vorrebbero andare, quelli che studiando hanno capito che è a partire dal cibo che si cambia il mondo, e si migliora l'ambiente, la salute, la qualità della vita di tutti».

A margine della cerimonia è stato organizzato un piccolo punto di ristoro, nel quale sono stati degustati tipici taralli pugliesi, accompagnati – naturalmente - dai vini della Cantina di Ruvo di Puglia, elogiati e plauditi da tutti gli ospiti presenti.

 

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